Zero risposte inventate
Se una domanda esce dalla sua base di conoscenza, lo ammette invece di improvvisare. Meglio un “non lo so, te lo dico io” che un fatto sbagliato scritto bene.
Non mockup e non screenshot di prodotti altrui: tre sistemi che ho scritto io, ognuno con il numero che lo misura accanto. Il primo puoi provarlo adesso, è la chat in basso a destra di questa pagina.
Chi arriva sul sito fa quasi sempre le stesse domande: cosa faccio, come lavoro, quanto costa, quanto ci vuole. L'assistente le riconosce e risponde una alla volta, come farei io in una chiamata: non scarica un elenco puntato, spiega un punto e chiude con una domanda per capire cosa serve davvero.
Sul prezzo non spara mai una cifra: il costo dipende dal progetto, e lo spiega prima di guidare la conversazione verso un contatto vero con me.
Prova live
Questa non è una demo separata: è la stessa conversazione del widget in basso a destra, nello stesso momento. Chiedile un prezzo e guarda come risponde.
Se una domanda esce dalla sua base di conoscenza, lo ammette invece di improvvisare. Meglio un “non lo so, te lo dico io” che un fatto sbagliato scritto bene.
Italiano, inglese e tedesco: stessa voce, stesse regole. Sul tedesco dichiara il proprio limite quando serve, invece di fingere una fluenza che non ha.
Il costo dipende dal progetto: l'assistente lo spiega e porta la conversazione verso un contatto vero, mai una cifra buttata lì per chiudere in fretta.
Timeout indipendente per ogni tentativo, non uno condiviso su tutta la catena di modelli: un fornitore lento non blocca la conversazione.
Un motore che conduce una telefonata leggendo un copione scritto in JSON invece che un diagramma di blocchi trascinati su una tela. La differenza non è estetica: un file si versiona, si confronta riga per riga e si corregge senza aprire nessuna interfaccia. È codice mio, senza una sola libreria esterna, e porta con sé 51 test automatici che girano offline in poco più di due secondi, su entrambi i rami: quello che chiama e quello che risponde. Li ho rilanciati mentre scrivevo questa pagina, 51 passati e 0 falliti.
Il pezzo che vale la pena mostrare però è una scelta di architettura, non una funzione: il flusso non aspetta mai che la telefonata finisca, si fa richiamare quando è finita. Perché quella differenza decida se il sistema regge il secondo mese l'ho scritto per esteso nella pagina sulla segretaria AI.
La conversazione vive in un JSON versionato: si legge, si confronta e si corregge senza aprire un editor visuale.
Girano senza chiamare nessun servizio esterno, quindi si possono rilanciare prima di ogni modifica senza spendere né aspettare.
Nessuna libreria di terzi da aggiornare, e nessuna che possa rompere il motore mentre cambia per conto suo.
Quattro automazioni costruite e misurate sul mio account, non consegne di clienti: le mostro perché di ognuna conosco il conto esatto, ed è il conto che dice se un'automazione funziona. Una raccolta di discovery che torna come bozza di proposta chiude un giro completo in 61,2 secondi e cinque operazioni, run del 13 agosto 2026.
La più istruttiva è un'altra, perché all'inizio era rotta: rileggeva ogni volta le stesse fonti, non avendo memoria di averle già viste. Rilanciata subito dopo aver chiuso quel cancello, la stessa esecuzione è passata da 15 operazioni a 5 e da 84 secondi a meno di uno, con zero righe nuove in coda. Il difetto non si vedeva guardando lo schema: si vedeva solo contando le operazioni consumate.
Costruisco lo stesso tipo di assistente su misura: la tua base di conoscenza, il tuo tono, le tue regole. Non un chatbot generico spacciato per innovazione.