Restyling del sito web: da cosa dipende il lavoro
Restyling grafico o sito rifatto da zero: cosa si può salvare del sito attuale, quali voci fanno crescere il lavoro e cosa chiedere prima di partire.
“Restyling” è una parola che copre lavori molto diversi: cambiare i colori e i caratteri di un sito sano è una cosa, ricostruirlo tenendo il nome del dominio è un'altra. Se hai già visto i segnali che è il momento di rifarlo, qui trovi la parte successiva: cosa distingue i due lavori, cosa vale la pena salvare e quali voci fanno la differenza sul preventivo. Valgono anche qui i fattori che determinano il costo di un sito nuovo, con in più una variabile sola: quanto del sito attuale si riesce a portare avanti.
Restyling o sito nuovo? La differenza che conta
Il discrimine non è l'aspetto, sono le fondamenta. Se la struttura regge, il sito è veloce e si aggiorna da solo, un restyling grafico ha senso: si rifà la superficie e si tiene tutto il resto. Se il sito è lento, non si legge da telefono o è costruito su un sistema che non riceve più aggiornamenti, ridipingere la facciata è denaro speso su un problema che resta. In quel caso costa meno rifare che tenere in piedi.
Cosa si salva quasi sempre
- I testi buoni: riscriverli tutti è lavoro vero, e quelli che già funzionano si portano dietro.
- Le foto professionali, se ci sono e se hanno risoluzione sufficiente.
- Gli indirizzi delle pagine che Google ha già indicizzato, o in alternativa i loro rimandi al nuovo indirizzo.
- Il posizionamento guadagnato, che si perde solo se si cambiano gli indirizzi senza rimandi.
- Le integrazioni che funzionano, per esempio un sistema di prenotazione già in uso.
Le voci che fanno lievitare il lavoro
Il numero di pagine conta meno di quanto si pensi; contano i contenuti da riscrivere, le lingue, le funzioni da ricostruire e i dati da portare dietro. Un catalogo o uno storico di articoli da migrare è un lavoro a sé. Le lingue moltiplicano ogni pagina. E c'è una voce che quasi nessuno mette a preventivo: i rimandi dai vecchi indirizzi ai nuovi, che è la sola cosa che impedisce di perdere in una notte il posizionamento accumulato in anni.
L'errore che costa di più
Rifare il sito cambiando tutti gli indirizzi delle pagine senza impostare i rimandi. Il sito nuovo è più bello, e nel giro di poche settimane il telefono smette di suonare: per Google le vecchie pagine sono sparite e le nuove sono appena nate. È un danno che si ripara, ma ci vogliono mesi. Chiedi sempre, prima di firmare, come verranno gestiti i vecchi indirizzi.
Cosa chiedere prima di partire
Chiedi cosa viene tenuto e cosa rifatto, chi scrive i testi nuovi, come vengono gestiti i vecchi indirizzi, cosa succede al sito attuale durante il lavoro e cosa resta a te alla fine. Se vuoi un parere sul tuo caso prima di muoverti, guardo com'è messo il tuo sito oggi e ti dico se conviene un restyling o rifarlo: se conviene tenerlo com'è, te lo dico lo stesso.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra restyling e sito nuovo?
Il restyling rifà la superficie tenendo la struttura, il sito nuovo ricostruisce anche le fondamenta. La scelta non dipende da come appare il sito ma da come è fatto sotto: velocità, resa da telefono e sistema su cui gira.
Rifare il sito mi fa perdere il posizionamento su Google?
Solo se cambi gli indirizzi delle pagine senza impostare i rimandi verso i nuovi. Con i rimandi fatti bene il posizionamento si porta dietro; senza, le vecchie pagine spariscono e si riparte quasi da zero.
Cosa posso riutilizzare del sito che ho già?
Testi validi, foto professionali con risoluzione sufficiente, integrazioni che funzionano e, soprattutto, gli indirizzi delle pagine già indicizzate. Riutilizzare non è un ripiego: è quello che tiene il lavoro proporzionato.
Da cosa dipende il lavoro di un restyling?
Dai contenuti da riscrivere, dalle lingue, dalle funzioni da ricostruire e dai dati da migrare, molto più che dal numero di pagine. E dai rimandi dai vecchi indirizzi, che vanno messi a preventivo e spesso non ci sono.
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